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Il padre scappa dalla sua terra nativa per cercare un futuro migliore. 40 anni dopo sarà il figlio a fare il percorso inverso!

Era il 27 Gennaio 1964 e in un paesino sul Gargano chiamato Monte Sant'Angelo, meta tutt'ora di pellegrinaggio verso il santuario di San Michele, Nasceva mio papà, Francesco. Il millenovecentosessantaquattro è un anno particolare perchè oltre a papà sono nate un sacco di cose e persone destinate a diventare delle icone mondiali: Nicolas Cage e Michelle Obama, per esempio, sono nati nel 1964. E in questo stesso anno sono state presentate la prima generazione di Ford Mustang e la prima Porsche! Viene conferito il premio nobel per la pace a Martin Luther King, Muhammed Alì sconfigge in un incontro di pugilato Sonny Liston e a Milano viene inaugurata la prima linea metropolitana. Possiamo decisamente dire che è stato un anno piuttosto movimentato! Ma torniamo a noi e a mio papà (e non Papa) Francesco. Nasce in una delle più comuni e diffuse famiglie contadine pugliesi, fratello di una figlia più grande, Raffaella, e di una più piccola che nascerà qualche anno dopo, Antonietta.
Cresciuto a pane e carciofi sembrava che il suo destino fosse già scritto in una vita dedita alla campagna e alla raccolta di verdure. Ma lui non voleva quella vita. Mentre alla maggior parte dei suoi amici a 14 anni veniva comprato il motorino, il mio papà se l'è sudato per davvero! Mio nonno Leonardo (che si chiamava come me) gli disse "se farai crescere quest'insalata che quest'anno non sembra voler nascere, e te ne prenderai cura, allora ti comprerò il motorino". E così fu! Si mise sotto a coccolare quell'insalata come fosse sua figlia, e alla fine riuscì nel suo obbiettivo. Il mio babbo, ci tengo a precisare, è uno che se si mette una cosa in testa la porta fino in fondo. Comunque parte della sua infanzia e adolescenza è stata trascorsa fra scuola e campi, guardando gli altri suoi amici nei periodi estivi andare al mare, mentre lui era "costretto"  a lavorare giorno e notte in campagna. Sapeva bene che quella vita così sacrificata non faceva per lui. Non ci si vedeva proprio a fare il contadino! Lui voleva lavorare con le automobili, voleva fare il meccanico visto che la sua più grande passione erano (e sono sempre) le macchine. E se non poteva fare neanche il meccanico allora qualcos'altro che non fosse il contadino, quello proprio non lo voleva fare!
Come risolvere questo problema?
Dopo mesi e mesi di litigate a tavola dove mio padre cercava di spiegare che la vita che voleva era un'altra, e puntualmente mio nonno gli dava contro dicendo che doveva restare nei campi con lui a mandare avanti l'attività di famiglia, la decisione era stata presa. La mattina del 16 Settembre 1979 papà si alzò dal letto per andare in un posto diverso dal terreno di famiglia. Dopo aver preparato la sua valigia (fortunatamente non di cartone come nei classici film anni 80) si diresse verso la stazione ferroviaria di Foggia per prendere il treno che lo portò nella città simbolo dell'industria italiana dei tempi d'oro, Milano. In quella magnifica città piena di grandi edifici in costruzione, agli occhi di un giovane "bimbo" di 15 anni venuto dalle campagne pugliesi sembrava New York. La iniziò a lavorare con suo zio in molti cantieri edili (alcuni anche di Silvio Berlusconi) come aiutante muratore, imparando il mestiere. Certo, passare dalla vita contadina nel podere di campagna ai palazzi di Milano con la sua realtà cittadina fu un'emozione fortissima, ma la nostalgia di casa si faceva sentire e ritrovarsi a 15 anni in una città cosi grande e cosi lontana da casa non fu affatto facile. Questo aspetto però temprò il carattere di mio padre, e lo rese pronto e forte per quello che sarebbe successo negli anni a venire. Arrivarono i 18 anni, e per papà (come per tutti gli altri neo-diciottenni dell'epoca) giunse il momento di partire per il militare di leva. Abbandonò quindi i cantieri milanesi e tornò nel suo paesino natale. Ritornato a casa si dilettò in vari lavori di muratura in paese insieme a un altro suo zio, e fece domanda nei vari corpi delle forza armate tra i quali Carabinieri e Aeronautica Militare. Passò qualche mese, e nessuna chiamata arrivò dai vari concorsi aperti a cui aveva provato ad accedere. Sembrava che il destino avesse scelto per mio padre la dura vita di campagna. Un po rassegnato e scoraggiato partì finalmente per il centro di reclutamento leve a Lecce dove frequentò il corso di carrista per due mesi. Finita la teoria venne mandato a l'Aquila per completare il percorso di formazione. Qui poté guidare il carro armato praticamente tutti i giorni (mica male eh). Una mattina come tante in quella caserma arrivò una chiamata insolita che avrebbe cambiato per sempre la vita di mio papà. L'Aeronautica Militare l'aveva convocato a Vigna di Valle per frequentare il concorso sotto-ufficiali. il 10 Ottobre 1983 mio padre venne arruolato ufficialmente come militare, e uno spiraglio si aprì nella sua vita.
Questo lo portò a viaggiare per mezza Italia e a giungere finalmente, finito il corso, nella base militare di Pisa. La caserma era famosa poiché chi ci lavorava solitamente aveva l'opportunità di girare il mondo, e fare qualche trasferta estera.  Così fu.
L'Aeronautica ha dato la possibilità a mio papà di lavorare in varie basi sparse per il globo: Da New York a Marrakech, passando per Saragozza. Passare da essere il ragazzo di campagna, a mangiare la Pizza sotto le torri gemelle in veste di militare sotto-ufficiale, per mio padre significava molto. Voleva dire in poche parole aver realizzato il proprio sogno!
Tornato a Pisa, e rimesso "i piedi per terra" conosce mia mamma Barbara (Saltiamo la parte della storia di come i miei si sono conosciuti perché è noiosa e uguale a tutte le altre), e finalmente il 25 Dicembre 1995 nasco io! Si,sono nato il giorno di Natale! Sin da quanto ero piccolo solitamente il mese di agosto lo passavo nel paesino natale di mio papà, anche perché tutta la sua famiglia è rimasta laggiù, compresi i miei cugini. Io, babbo, mamma e mio fratello (si, ho un fratello ma questa è un'altra storia!) dopo aver preparato i bagagli, e esserci sparati 8 ore di macchina, ci andavamo a godere un po di relax in quel di Monte Sant'Angelo! Tutte le volte che iniziava l'estate chiedevo a babbo quando saremmo partiti per "Monte", e ogni volta contavo i giorni che mi separavano dalla partenza. Ci sono sempre andato volentieri! Un po perché la vita di paese è molto diversa da quella di città, molto meno macchinosa. Il paesino si può girare tutto a piedi, questo rende ogni cosa più "immediata", anche andare a fare la spesa o prendersi un caffè. Ricordo le "scorribande" con mio cugino e i suoi amici: Tutto il giorno a correre in su e in giù per il paesino o giocare a pallone in qualche spiazzetto. Tutte cose che in città è molto più difficile e "lento" replicare. Un altro motivo per il quale andare giù era (ed è) bellissimo è senza dubbio il cibo! Tanti sapori che si trovano la, a casa mia erano inesistenti. Il Poperato, il Caciocavallo, i ceci soffiati...tutti prodotti buonissimi che si trovavano solo in quelle terre. Passano gli anni, frequento L'I.T.I.S. L. Da Vinci di Pisa, indirizzo "Meccanici", con l'obbiettivo di lavorare in fabbrica. Io da studente mi immaginavo davvero il mio futuro in fabbrica! Pensavo "una volta che avrò un bel lavoretto come tutti, potrò permettermi le auto che voglio" . Il mio papà mi ha trasmesso la passione per le automobili, però elevata al quadrato. Nel mese di Luglio 2015 prendo il diploma, e subito dopo l'estate inizio a lavorare a Pistoia come saldatore. Il lavoro mi piaceva, saldare è bellissimo, però mi alzavo la mattina alle 5.00 e tornavo a casa la sera dopo le 20.00, non proprio il massimo. A Gennaio 2016 vengo assunto in una fabbrica a Lucca dove producono macchinari per la produzione di carta, e finalmente pensai che avevo fatto 13! L'azienda è grande, lo stipendio era adeguato, e mi venne data la possibilità di fare anche qualche trasferta. Il problema giunse quando un pomeriggio come tanti a lavoro, mi fermai a pensare: "Ma io cosa ci faccio qui? Cosa ci sto a fare qui, a svolgere un lavoro che non mi piace tutti i giorni quando la fuori il mondo è pieno di possibilità?". Vi siete mai posti questa domanda? Io si, più o meno me la ponevo 5 o 6 volte al giorno. Amavo (e amo) le auto, decisi allora che volevo fare il collaudatore! Cavolo, essere pagato per guidare tutto il giorno. Un sogno! Per farvela breve frequento a Luglio 2019 un corso per collaudatori a Modena (esperienza bellissima) e provo in tutti i modi a entrare in quel mondo mandando per più di 1 anno curriculum a qualsiasi casa automobilistica, ma niente. Nessuna chiamata, nessun colloquio. Ah, nel frattempo mi ero licenziato ed ero disoccupato. Sembrava che il mio destino fosse lavorare in fabbrica e niente di più. Ero molto scoraggiato. Nella testa però una vocina mi ha sempre detto: "Scusa Leonardo, perché devi lavorare per qualcuno? Perché devi stare a regole imposte da qualcun'altro? Non ti piacerebbe lavorare per te stesso?" 
Eccome!
Una Domenica pomeriggio come tante ero sul divano, e stavo scorrendo il dito su Instagram come fanno tanti. Mi apparirono davanti agli occhi diversi negozi online che vendono prodotti tipici Siciliani e Calabresi, e li mi venne l'idea. Perché non proporre al mondo quei sapori e prodotti tipici della terra di mio papà? Si, proprio quei prodotti che tanto ho amato da bambino e che tutt'ora non vedo l'ora di mangiare. Perché non fare un sito web con questi prodotti? 
Mio papà 40 anni fa scappò da quelle terre per cercare un futuro migliore altrove. Io ci sono ritornato per cercare il mio futuro migliore, proprio in quel paesino dove il 27 Gennaio 1964 mio padre nacque.
Questa è la storia di come è nato Primizie dal Gargano!

4 commenti

  • Marianne Valeri

    anch´ io mi sono comossa, bella storia, bravo!


  • Elisa

    Mi sono commossa, davvero una bella storia ❤️


  • Emilia

    Emozionante 😍❤️


  • Anna

    Che storia meravigliosa! ❤️

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